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Una per tutti PDF Stampa E-mail

Spesso la donna, anche durante un momento difficile del proprio percorso di vita, è costretta a continuare ad essere sostegno per i propri cari e supporto materiale per la famiglia, insomma essere una per tutti. Il progetto desidera fornire un supporto psicologico ed un sostegno pratico a tutte le donne che, in seguito ad una diagnosi di malattia oncologica, si trovano a dover sostenere il percorso di cura e al contempo continuare a provvedere alle quotidiane incombenze.


Inoltre, dalla Relazione sanitaria regionale 2006-2008.  Il profilo di salute della Toscana” rileviamo che:
“Il tumore della mammella si colloca al primo posto tra i tumori diagnosticati nelle donne: rappresenta circa il 30% delle diagnosi tumorali nelle donne di tutte le età e raggiunge il 40% nella classe 45-64 anni.
È la seconda causa tumorale per numero di ricoveri ospedalieri, di gran lunga la prima tra le donne, per le quali è anche la seconda per mortalità.
L’incidenza del tumore della mammella ha presentato una costante e significativa crescita, mentre la mortalità ha presentato una riduzione.
Si stima che, durante la vita (0-84 anni), 1 donna ogni 8 avrà una diagnosi di tumore della mammella”.

 

Con queste premesse,
l’Associazione ASPIG ha progettato un servizio specifico rivolto alle donne che è stato finanziato dalla Provincia di Firenze con fondi  della Regione Toscana nell’ambito  del PIANO REGIONALE PER LA CITTADINANZA DI GENERE 2012-2015, che prevede per i comuni toscani e i soggetti vincitori del bando,  la partecipazione all’Accordo Territoriale di Genere, attraverso cui si definisce la partecipazione di ciascun ente firmatario allaprogrammazione, all’attuazione e al controllo di azioni e progetti locali sulla cittadinanza di genere.

Il Progetto si integra con gli interventi della SOS Psiconcologia, e intende offrire

  • colloqui individuali, che avranno l’obiettivo di conoscere la storia di vita della donna, individuare le aree di crisi ed insieme ad essa pensare a possibili strategie di intervento. Lo spazio di ascolto favorisce l’integrazione delle varie parti di sé, quindi anche dell’evento malattia, e accompagna nel percorso di ristrutturazione della propria vita (sia nell’ambito delle relazioni sociali che nella vita familiare).
  • incontri di gruppo, hanno come finalità principale quella di confrontarsi con altre storie, condividere e rispecchiarsi le une nelle altre. Il gruppo consente di sentirsi efficaci nella possibilità di fornire, attraverso lo scambio, un aiuto, di valorizzare le proprie esperienze; consente di superare una condizione di solitudine e “diversità”, di creare una rete di solidarietà.
  • spazio-laboratorio bambini. Sarà strutturato un ambiente in grado di accogliere i figli delle donne coinvolte nei gruppi, offrendo loro uno spazio privilegiato, alla presenza di due psicologi opportunamente formati all’osservazione partecipata che, attraverso la proposta di attività laboratoriali (connesse al disegno, alla creatività e al gioco) possa permettere l’espressione delle emozioni.

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