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Comunicato stampa n. 206 di lunedì 14 settembre 2015

A casa in sicurezza dopo il parto

Dimissioni precoci a Torregalli

Di solito, dopo il parto, mamme e neonati restano in ospedale almeno 48 ore prima di far rientro a casa. Al San Giovanni di Dio, adesso, è possibile lasciare l’ospedale e tornare alla propria abitazione poche ore dopo la nascita.

L’Azienda sanitaria di Firenze ha infatti dato il via a un percorso assistenziale chiamato “dimissione precoce”, col quale, se mamma e neonato stanno bene e sono rispettate alcune condizioni organizzative, già dopo 6/24 ore si può far rientro in famiglia, fra le persone care, con gli appuntamenti già predisposti dei controlli per garantire il benessere di mamma e bambino: una prima visita a domicilio, una seconda in ospedale.

«La proposta – dice la dottoressa Paola Del Carlo che dirige la struttura di ostetricia e ginecologia di Torregalli – è rivolta per il momento a donne che abbiano già avuto almeno un parto (non primipare, insomma) e senza precedenti ostetrico/neonatologici negativi, con una gravidanza giunta al termine fra le 37 e le 42 settimane, e con decorso normale del parto e nelle 2 ore dopo il parto. Insomma gravidanza, travaglio, parto e immediato post-partum devono essersi svolti in modo fisiologico e secondo precisi standard stabiliti da procedure e protocolli clinici a tutela della salute di madre e neonato». Non solo i medici devono escludere la presenza di problematiche cliniche che rendano preferibile la permanenza in ospedale, seguendo quindi il percorso “normale”, ma è necessario che anche la famiglia sia disponibile al rientro anticipato e protetto e a sottoporsi ai controlli previsti.

«Se questo percorso è condiviso – aggiunge la dottoressa Del Carlo –, i genitori firmano il “consenso informato”, ostetrica e pediatra forniscono i recapiti telefonici cui possono rivolgersi 24 ore su 24 in caso di dubbi sulla salute della madre o del neonato. Dopo i controlli previsti, si esegue la visita di dimissione neonatologica e ginecologica».

Dopo un counseling con l’ostetrica, il ginecologo ed il neonatologo, vengono programmati i controlli: entro 24 ore dalla dimissione una visita domiciliare da parte dell’ostetrica aziendale per l’accertamento dello stato di salute psicofisica materna e di un buon adattamento neonatale; entro 48/96 ore dalla nascita, mamma e neonato si recheranno in ospedale per sottoporsi rispettivamente al controllo ostetrico e neonatologico ed eseguire anche i primi screening obbligatori; infine, entro 7 giorni, viene concordata la prima visita puerperale presso il consultorio di riferimento in attesa della presa in carico da parte del pediatra di famiglia.

«Naturalmente – spiega Arianna Maggiali, la responsabile delle ostetriche dell’Azienda sanitaria di Firenze –, nel caso in cui, in una qualsiasi fase del percorso, dovessero verificarsi condizioni che suggeriscano un ripensamento, l’ostetrica, sia essa ospedaliera, domiciliare o del consultorio, può attivare, coinvolgendo gli altri professionisti medici, tutte le azioni necessarie alla tutela della salute della madre e del neonato, compresa la riammissione in ospedale di entrambi».

Si vuole così favorire la riunificazione della famiglia dopo il parto in ospedale, facilitando il rientro anticipato di madre e bambino a casa, ma senza rinunciare agli standard di sicurezza previsti. La proposta mira anche a sensibilizzare i genitori sull’intera offerta dei servizi ospedalieri e territoriali a loro rivolti e sulle tematiche legate all’allattamento al seno e all’accudimento del neonato, già introdotte nei Corsi di accompagnamento alla nascita effettuati nei consultori della Asl 10. In ultima analisi questo progetto dovrebbe comportare anche un risparmio economico e una maggior disponibilità di posti letto. Si è calcolato che il 20% dei bambini nati nel 2014 al San Giovanni di Dio, circa 350 in termini assoluti, avrebbero potuto far rientro a casa subito dopo il parto.

«Se il progetto pilota di Torregalli darà risultati soddisfacenti – dice il dottor Marco Pezzati, direttore del Dipartimento materno infantile dell’Azienda sanitaria di Firenze – lo estenderemo anche ai punti nascita dell’Annunziata e di Borgo San Lorenzo».

 

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