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L’OSPEDALE DI PISTOIA SI RIORGANIZZA. NELLE AREE MEDICA E CHIRURGICA

E IN PRONTO SOCCORSO INTRODOTTI CAMBIAMENTI ORGANIZZATIVI PER MIGLIORARE ANCORA

A SAN MARCELLO AL VIA IL DAY SERVICE

Scritto da D. Ponticelli e V. Vannucchi, giovedì 25 maggio 2017

 

Pistoia Un Ospedale attivo sette giorni su sette, servizi sempre operativi, reparti chirurgici e medici riorganizzati, nuovo personale e un nuovo modello di assegnazione delle sedute operatorie per incrementare gli interventi e un progetto sperimentale in pronto soccorso per le attese dei “codici gialli”. Il presidio ospedaliero di Pistoia ha introdotto, in questi mesi, diversi cambiamenti organizzativi. “Per migliorare ancora”, hanno detto il direttore sanitario dell’ospedale Giacomo Corsini, i direttori aziendali delle specialistiche mediche, chirurgiche infermieristiche ed ostetriche, rispettivamente Giancarlo Landini, Stefano Michelagnoli e Paolo Zoppi, il direttore del pronto soccorso Andrea Cai e il direttore della struttura complessa di assistenza infermieristica di Pistoia Mirco Gregorini.

Cambia l’area medica. Con l’apertura del nuovo reparto, a inizio aprile, denominato Setting D oltre ad aumentare i posti letti complessivi al San Jacopo, che sono diventati 404, è stato raggiunto pienamente l’obiettivo dalla riduzione dei cosiddetti “appoggi” dei pazienti medici nelle aree chirurgiche: dal monitoraggio effettuato dalla struttura “bed manager” (coordinata da Manuela Benvenuti) risulta infatti una progressiva diminuzione del fenomeno: mentre a gennaio i pazienti con patologia a carattere medico ricoverati in chirurgia erano arrivati a 38 (in concomitanza con l’epidemia influenzale) ad aprile sono stati solo 4, con una diminuzione progressiva. L’andamento sembra ormai confermato e in prospettiva si prevede un ulteriore diminuzione.

Il nuovo setting assistenziale è stato realizzato attraverso una ridistribuzione dei posti letto, fra il dipartimento chirurgico e quello medico, con evidenti effetti positivi sul percorso clinico del paziente: ora i malati sono subito ricoverati nel posto letto più appropriato, con un’ottimizzazione anche della distribuzione del personale.

Sul miglioramento dei ricoveri ha sicuramente influito anche la riorganizzazione complessiva del presidio, ora attivo sette giorni su sette: le dimissioni dai reparti avvengono infatti anche nel fine settimana con il pieno supporto di tutti i servizi (specialistici, diagnostici, ecc…). I pazienti possono così ritornare a casa anche nei giorni di sabato e domenica con l’attivazione, per quelli più fragili, anche da un punto di vista sociale, del “percorso dimissioni difficili” in raccordo con le strutture territoriali.

Inoltre è stata istituita la “doppia guardia medica notturna”, sempre in area medica, per assicurare una maggiore attenzione ai pazienti ricoverati e consentire al personale in servizio una migliore gestione dei reparti assegnati.

Potenziamento dell’attività operatoria. Previsti sei nuovi ingressi di personale, 4 infermieri e due operatori socio sanitari dedicati al blocco operatorio dell’ospedale San Jacopo. In attesa dell’espletamento delle procedure di assunzione da metà maggio sono già stati assegnati al due infermieri di cui una nuova assunzione con esperienza di sala operatoria biennale proveniente dall’ospedale di Udine.

E’ arrivato anche un anestesista dedicato. Sono comunque aumentati nell’ultimo mese del 16% gli interventi operatori. Con l’assunzione del personale sarà possibile aggiungere due letti operatori al giorno in modo da raggiungere in totale 10 letti operatori attivi giornalmente.

L’altra novità sostanziale che riguarda le 13 sale operatorie del San Jacopo (di cui è responsabile la dottoressa Federica Pellegrini) è l’introduzione di un modello di ingegnerizzazione delle sedute operatorie (ingegnerizzazione del processo chirurgico di cui è responsabile l’ingegnere Antonio Guarracino) che si basa su criteri tecnici che tengono conto della numerosità e delle classi di priorità che caratterizzano la lista di attesa della chirurgia elettiva ordinaria. In pratica il modello incrocia il tempo chirurgico previsto, con la degenza post operatoria al fine di uno sfruttamento ottimale sia della sala operatoria che del posto letto così da utilizzare al meglio le risorse disponibili con ricadute positive sui tempi di attesa.

Con questo modello da tempo vengono gestite le sale operatorie dell’area fiorentina con un tasso di occupazione pari al 90%; in virtù della costituzione dell’Azienda Sanitaria USL Toscana centro, il dipartimento chirurgico ha voluto diffondere il modello al fine di omogeneizzare il processo di gestione della chirurgia elettiva in tutte le realtà aziendali. Siamo nella fase di start up a Prato e stamattina il modello è stato presentato a Pistoia.

 

Doppio triage in pronto soccorso. Per quanto riguarda il pronto soccorso, diretto dal dottor Andrea Cai, è in atto da una ventina di giorni una sperimentazione di “doppio triage”, che riguarda la presa in carico dei “codici gialli”. Dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle 20, collaborano strettamente con l’infermiere del triage 6 dei 21 medici, tra più esperti, al fine di gestire in tempi più brevi i pazienti urgenti che devono essere valutati entro massimo 30 minuti.

A marzo l’attesa media dei codici gialli era arrivata a 120 minuti: oggi sono già diventati 50 minuti. E’ stata così operata una migliore organizzazione dei flussi in PS; via via che questa tipologia di pazienti arriva in pronto soccorso è subito indirizzata verso le postazioni adeguate alla loro patologia. Il progetto dovrebbe avere anche ricadute positive sui tempi di attesa delle prime ore notturne.

Ogni giorno gli accessi in pronto soccorso sono circa 169.

Nel 2016 gli accessi totali al pronto soccorso Pistoia erano stati 57.875 di questi 14.509 erano gialli (rossi 1220), Nei primi quattro mesi di quest’anno gli accessi sono stati 19463 di cui 4892 gialli (rossi 518).

Un altro progetto di miglioramento riguarda le gestione dei codici verdi: nel mese di giugno gli infermieri del See and Treat (guarda e tratta- l’ambulatorio per la presa in carico delle patologie cosiddette minori) in totale autonomia gestiranno anche i traumi isolati di polso e caviglia con l’immediata richiesta della radiografia e della visita ortopedica specialistica. Un'altra novità per garantire ai cittadini percorsi assistenziali sempre più brevi.

Day service nel PIOT di San Marcello.E’ in fase di avanzata realizzazione il modello organizzativo di day service che prevede la presa in cura globale del paziente e garantisce l’inquadramento clinico-diagnostico e la gestione terapeutica ambulatoriale.

Il modello, si propone quindi come forma alternativa al ricovero ospedaliero per migliorare la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni, ridurre i tempi di diagnosi ed i ricoveri inappropriati. Può inoltre rappresentare una modalità di gestione del paziente dimesso con problematiche ancora aperte.

Il day service può essere richiesto dai medici di medicina generale, dai medici dei Pronto soccorso e dagli specialisti.

I pazienti con problematiche complesse o con pluripatologie potranno così essere sottoposti agli esami diagnostici e a valutazioni specialistiche in tempi brevi oltre a ricevere le terapie adeguate e la programmazione del follow-up.

In particolare nel PIOT di San Marcello sono attivati i seguenti percorsi: scompenso cardiaco, rischio cardiovascolare/ipertensione, tromboembolismo venoso , fibrillazione atriale, anemie , poliglobulie, epatopatie croniche ed HCC, malattia celiaca dell’adulto, tireopatie, artriti e connettiviti, diabete mellito/dislipidemie, pneumopatie, sincope.

Nell’area pistoiese il day service è già attivo nell’ospedale di Pescia e nell’Ospedale San Jacopo per alcune patologie. L’Azienda USL è impegnata sempre nell’ospedale di Pistoia per l’attivazione del servizio in forma strutturata.

 

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